mercoledì 12 giugno 2013

Linea dura contro le morosità. Il Sindaco non può ordinare al gestore di ripristinare la fornitura d'acqua.

     

T.A.R. per la Puglia – Lecce, 

sentenza 23 maggio 2013, n. 1206
 
Il Primo Cittadino non può imporre all’acquedotto di ripristinare la fornitura a chi non paga la bolletta, anche se si tratta di interi condomini morosi.    
 
È illegittima l’ordinanza con cui il Sindaco del Comune impone al gestore del servizio di fornitura idrica di ripristinare la somministrazione sospesa a chi non paga la bolletta, anche se si tratta di interi condomini morosi, laddove il provvedimento risulti adottato con la finalità di dirimere questioni attinenti a rapporti privatistici, senza dimostrare la ricorrenza effettiva di un pericolo per la pubblica incolumità o l’igiene pubblica. Infatti, lo strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente ex artt. 50 e 54 d.lgs. n. 267/2001 è espressione di un potere residuale e atipico, esercitabile solo in presenza di un pericolo eccezionale per l’igiene pubblica, la sanità o l’incolumità pubblica, tale da rendere indispensabili interventi immediati e indilazionabili, consistenti nell’imposizione di obblighi di fare o di non fare a carico del privato.      

È questo il principio di diritto espresso dalla sentenza in commento, con la quale il TAR Puglia – Sezione di Lecce ha escluso la possibilità del Sindaco di intervenire con propria ordinanza in questioni che attengono a rapporti contrattuali tra privati e in assenza dei presupposti di contingibilità ed urgenza, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 115/2011, che ha limitato il potere di adottare i provvedimenti in esame solo in presenza di eventi davvero pericolosi per la collettività.  

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